Archives
Archivio

  • Intervista fatta da Spazio Tennis, nell’ambito del weekend di lavoro con AB TENNIS

  • domenica - Marzo, 11, 2018

    Alla scoperta di AB Tennis

    Carlo - - No Comments.

    di Silvano Papi – 10/3/18

     Due maestri, entrambi romani, nel 1986 cominciano a frequentarsi e a collaborare in maniera spontanea. Uno vive a Jesi, l’altro a Roma e sono uniti da simpatia e stima reciproca. Allenano, tra gli altri, due undicenni promettenti e condividono molte esperienze importanti, sia in Italia che all’estero. Uno sono io, l’altro è Carlo Polidori.

    L’universo Tennis Europe non era ancora attivo, quindi si giocavano in Italia al massimo i tornei “osservati” come quelli di Bologna, Rovereto, Casinalbo e Vomero. I più fortunati avevano l’opportunità di spostarsi con la nazionale per un paio di tornei ogni anno, ma noi sapevamo che si poteva giocare di più. Molto di più. E sapevo anche che l’Italia era solita non rispondere alla maggior parte degli inviti ai tornei internazionali.
    “Laura ti prego… che ti costa, tanto non ci va nessuno”. All’ennesima supplica mi ritrovo in mano un pacco di “invitation” di gran parte delle federazioni europee. Non ci potevo credere. A consegnarmele, la responsabile dell’allora ufficio organizzativo della FIT che, ad essere sinceri, del sottoscritto ne poteva davvero più.

    Nel mese di luglio del 1986 partiamo alla conquista dell’Europa con due  piccoli pullman guidati uno dal sottoscritto, l’altro da Carlo Polidori. La storia era appena iniziata.
    Vitto e alloggio pagati, campi di allenamento, palle… sembrava di essere ad un luna park! Dormivamo nei collegi e negli orfanotrofi. Carlo, appena più alto di me ,si lamentava dei lettini troppo corti o dei lavandini troppo bassi gettando il materasso a terra per distendere tutti i suoi 171 cm. Io dormivo alla grande e mi avanzava spazio!
    Gloria Pizzichini gioca con Magdalena Maleeva nei quarti, Alessia Sciarpelletti con la Monamì (sposata van Rost), futura n° 9 WTA, in semifinale 46 46.

    La mattina corsa per la colazione al club, poi pronti per gli allenamenti. Guardavano ammirati i cecoslovacchi, gli americani, gli australiani, i sudafricani e gli algerini che dormivano a fianco a noi e che prima di coricarsi si esibivano in quei particolari e suggestivi gorgheggi con la lingua. C’erano anche israeliani e svedesi, fino ad arrivare a 24 nazioni. Il primo anno ci classificammo settimi.
    Giocammo a Le Havrè e a Liegi. In contemporanea con Le Havrè partecipammo anche al torneo internazionale di Saarbruken, in Germania: la mattina in Belgio, il pomeriggio in terra teutonica, a circa 200 km di distanza.Con noi, oltre alla Pizzichini e alla Sciarpelletti (mamma di Benedetta Sensi), anche Andrea Capodimonte, Massimiliano Bianchi, Ivano Pieri, Massimiliano Corzani e Fabrizio De Marchis, per un totale di diciassette persone. Solo nel mio furgone eravamo in dieci!

    In quei giorni nasceva l’idea di un vero e proprio team. Negli anni successivi io e Carlo abbiamo seguito strade diverse che però, in un modo o nell’altro, si incrociavano sempre. Carlo ha portato le sue giocatrici come Francesca Schiavone, Tatiana Garbin e Gloria Pizzichini (con un best ranking di 43) fra le prime 100 del mondo. Io portavo i miei ragazzi junior (Tarallo, Sciarpelletti, Torre, Di Giuseppe, ecc.) in giro per tornei ITF e intanto cominciavo a costruire una possibile “casa” per i nostri giovani tennisti: nasceva il Genazzano Tennis Camp. Ad unirci, sempre e comunque, la ricerca della qualità.

    Abbiamo fatto nascere AB Tennis, la cui missione è supportare la crescita di giovani talenti. Tutto questo è possibile grazie ad “AB medica”, azienda milanese all’avanguardia nel settore delle tecnologie dedicate ad aree specialistiche della medicina e della chirurgia. L’obiettivo è creare più team al cui interno far operare tutte le figure di riferimento, a partire dall’osteopata fino ad arrivare al mental coach, e permettere ai nostri ragazzi di formarsi e crescere con esperienze all’estero. Ora siamo in Croazia con tre ragazze Under 12: Isabella Oroni, Flavia Monteverde e Noemi Piccolino. All’appello, purtroppo, manca Greta Petrillo cui la Federazione non ha concesso, per il momento, l’endorsement necessario.
    Mi aspetto di vivere un’avventura fantastica e so di essere in buona compagnia. I maestri Roberto Marchegiani, Carlo Oroni, Carlo Polidori, Francesco Leggeri, Manuel Cadeddu, Valerio Moretti, Giovanni Valchera, Sara Papi, e Claudio Bosca daranno il massimo per raggiungere gli obiettivi che ci siamo prefissati.

    Il progetto AB Tennis è solo all’inizio.

     

  • Oggi il DDl Lorenzin è stato approvato ed è diventato legge dello Stato. Dobbiamo brindare insieme per festeggiare questo momento di grande gioia e soddisfazione per il risultato ottenuto.

    Siamo orgogliosi del lavoro che abbiamo fatto. Abbiamo intrapreso un percorso durissimo il cui traguardo era effettivamente difficile da raggiungere e che da alcuni è stato anche ostacolato. Noi ci abbiamo creduto fortemente e non abbiamo mai mollato, affrontando con fatica, coerenza e serietà ogni nuovo ostacolo che via via si presentava in questo lungo e faticoso cammino.

    Abbiamo ottenuto un riconoscimento, mai raggiunto prima, che testimonia la nostra presenza qualificata e apprezzata in ogni ambito in cui la nostra professione si è affacciata, meritando ascolto, dignità e riconoscimento.

    Mi dilungo un attimo solo per ripercorrere con voi questi anni, dal giugno 2014 ad oggi.
    Siamo partiti riuscendo a far inserire un emendamento in cui si parlava per la prima volta di riconoscimento dell’osteopatia come professione sanitaria in un disegno di legge governativo del Ministero della Salute già avviato. Questa proposta è diventata un articolo del provvedimento governativo di riordino delle professioni sanitarie, approvato dalla commissione igiene e sanità, dalla commissione bilancio e poi dall’aula del Senato. Dopo un anno di forti contrasti e di difficili mediazioni, l’articolo è stato riformulato e l’osteopatia è stata individuata come professione sanitaria in Commissione Affari Sociali alla Camera. Il provvedimento è ritornato al Senato perché si approvassero le modifiche introdotte dalla Camera. La Commissione Igiene e Sanità del Senato le ha approvate immediatamente e ora, dopo giorni di incertezza, siamo giunti al voto definitivo dell’Aula. Riconosciamo il grande merito alla Ministra Beatrice Lorenzin per aver avviato e seguito questo complesso disegno di legge che contiene temi importanti ed attesi da molte professioni sanitarie e dai cittadini.

    Ora è ufficiale: l’osteopatia è stata individuata come
    PROFESSIONE SANITARIA
    .

    Da qui si inizierà il percorso tecnico con i Ministeri e gli organismi preposti per individuare le caratteristiche della professione e del professionista. Si dovranno quindi definire le competenze, il percorso formativo e le equipollenze. E noi, come sempre in prima linea, ci organizzeremo per affrontare al meglio ogni passo successivo e ogni confronto con chi di dovere. Ma non è questo il momento.

    Questo, cari soci, è solo il momento di essere felici
    e di goderci questo traguardo senza pensare ad altro.

    Ringraziamo tutti voi che avete contribuito al raggiungimento di questo obiettivo, che avete lavorato in modo etico e qualificato, che vi siete impegnati nella formazione, nella ricerca, nella diffusione e nella comunicazione dell’osteopatia come professione e come sistema di cura al servizio del paziente. Un grazie particolare ai colleghi che sui social hanno sostenuto e promosso il nostro riconoscimento con forza, persistenza ed estrema efficacia.

    Dobbiamo ricordare che il merito di questo traguardo va reso anche all’impegno e all’attività costante dei nostri consulenti dell’agenzia di lobbying che ci hanno guidato e supportato nelle scelte di strategia politica e nelle relazioni con le istituzioni. Una collaborazione necessaria e costruttiva per raggiungere la meta.

    Grazie ai nostri consulenti della comunicazione che hanno dato una voce all’osteopatia e al lavoro del ROI, amplificando con successo le nostre giuste rivendicazioni, facendoci uscire dall’anonimato per essere conosciuti ed ascoltati.

    Grazie a tutto il Consiglio Direttivo che ha lavorato per trasformare l’associazione, stimolando la crescita dei professionisti verso un ruolo sanitario, mettendo basi solide per costruire un’identità che ora abbiamo e che ci distingue da quella degli altri professionisti a pari dignità e competenza, requisiti fondamentali per il raggiungimento dell’obiettivo. Un grazie personale per avermi dato fiducia, e per avermi supportata e sopportata nei momenti di maggiore tensione. Grazie alle segretarie, in particolare a Francesca che ha coniugato il lavoro con la passione per la nostra causa e ha dato il massimo nei momenti di bisogno. Sotto l’occhio vigile e il prezioso aiuto di tutti i nostri consulenti, abbiamo giocato un’ottima partita come una vera squadra.

    Vorrei infine che tutti insieme ringraziassimo, la presidente della Commissione Igiene e Sanità del Senato, la senatrice Emilia De Biasi, che si è fatta carico di un provvedimento molto impegnativo e controverso, portandolo a termine con grande convinzione e tenacia. Lei non ha mai mollato e non ci ha mai dimenticati. Devo dirvi che conoscerla per me è stato un piacere ed un onore, perché ho incontrato una persona che crede davvero nelle cause per cui si è impegnata e lo fa con competenza e dedizione. Una donna di carattere, sensibile e attenta alle esigenze ed ai bisogni del cittadino e del malato.

    Un altro ringraziamento particolare, a cui vi invito ad unirvi, va al presidente della commissione igiene e sanità, Onorevole Mario Marazziti, che ha avuto un importante ruolo di mediazione, introducendo delle modifiche al testo che hanno permesso il superamento delle forti divergenze che avevano bloccato il provvedimento in commissione.

    A loro, ma non solo a loro, va la nostra riconoscenza e il nostro ringraziamento più sincero. Esprimeremo a tutti la nostra gratitudine.

    Ci sembra che questa sia per noi osteopati la migliore occasione per festeggiare il Natale e per prenderci un attimo di pausa.

    I migliori auguri di buone feste, a voi e alle vostre famiglie, perché il 2018 ci porti serenità e altri successi.

    Paola Sciomachen  a cui si uniscono con gioia
    Chiara Arienti
    Valentina Carlile
    Davide Granchelli
    Mauro Longobardi
    Dario Modestini
    Marco Petracca
    Mauro Polverino

  • L’INFLUENZA DELL’ALLATTAMENTO MATERNO SULLA FORMAZIONE DELLA CAVITA’ ORALE
    del Dr. Brian Palmer

    Il buon senso, insieme alla ricerca scientifica, indicano l’allattamento materno come il miglior modo di nutrire un neonato. I vantaggi nutritivi, immunologici, psicologici e per la salute generale apportati al bambino sono stati documentati da anni. I benefici del latte materno rispetto a quello artificiale sono: qualità dei nutrienti ideale, migliori possibilità di assorbimento, ridotto rischio di contrarre allergie alimentari, predisposizione ad uno sviluppo psicologico adeguato, migliori difese immunologiche, vantaggio economico notevole.
    E c’è un altro indiscutibile vantaggio per l’allattamento materno quale modalità unica di nutrire il neonato: la predisposizione allo sviluppo fisiologico della cavità orale, l’ottimizzazione della forma del palato duro, il corretto allineamento dei denti e minori rischi di malocclusione.
    Il fine di questo articolo è stimolare ulteriore ricerca e promuovere l’allattamento materno come conformatore fisiologico della cavità orale.

    La chiave per l’allattamento materno efficace è un corretto sigillo labiale ermetico e una fisiologica deglutizione da parte del neonato.
    Nel corso del corretto sigillo labiale il bambino infila in bocca il capezzolo e parte del tessuto areolare e sposta la lingua in avanti, al di sopra di quello che sarà il futuro processo alveolare inferiore. Le labbra circondano esternamente il tessuto areolare per creare un sigillo ermetico. In un primo momento è necessaria la suzione per sigillare e portare il capezzolo e l’area areolare fino alla giunzione tra il palato duro e il palato molle del bambino. Se il sigillo delle labbra non risulta sufficientemente efficace, il bambino sarà costretto a succhiare ancora. Finchè dura il sigillo, il bambino ottiene facilmente il latte usando la lingua come pompa peristaltica per comprimere il capezzolo contro il palato. Il bambino deve comprimere anche il tessuto areolare perché vi si trova il tessuto lattifero. La compressione di questo tessuto dà inizio allo scorrimento del latte fino alle molteplici aperture del capezzolo.

    Questa azione peristaltica della lingua, che comprime il capezzolo contro il palato duro, spinge il latte verso la gola del bambino, che così può ingoiarlo e nutrirsi.
    Questa abitudine a deglutire correttamente che si assume da neonati attraverso l’allattamento materno viene poi mantenuta fino all’età adulta.

  • giovedì - Novembre, 19, 2015

    Clinica osteopatica pediatrica

    Carlo - - No Comments.

    Clinica osteopatica pediatrica

    CLINICA OSTEOPATICA PEDIATRICA

    Il lavoro svolto all’interno della Clinica osteopatica pediatrica, presso il mio studio di Piazza Bramante 2 a Jesi, ieri pomeriggio, ha destato molto interesse da parte dei molti genitori intervenuti.

    Insieme al collega Luca Morlupo abbiamo iniziato a valutare e trattare venti bambini circa.

    L’apprezzamento dei genitori è stato sopratutto per la modalità molto delicata del trattamento e la lettura globale delle problematiche dei loro bambini.

    A tutti i genitori è stato chiesto di compilare un questionario dove era presente tutta “la storia del bambino”, dal concepimento ad oggi.

    Dopo la compilazione del questionario abbiamo valutato e poi trattato da un punto di vista osteopatico tutti i bambini che erano presenti.

    Con questa prima esperienza abbiamo voluto presentare l’Osteopatia pediatrica e la sua chiave di lettura globale del corpo di un bambino.

    Il lavoro della Clinica osteopatica pediatrica sarà riproposto a breve, presso il mio studio.

    Per informazioni telefonare al 333 9600004

     

     

  • CLINICA OSTEOPATICA PEDIATRICA 
    Valutazione e trattamento gratuiti
    MERCOLEDI 18/11 dalle ore 14.30 alle 19.00

    La nostra iniziativa sta ottenendo molto successo.
    Molti genitori ci stanno chiamando al N° 333 9600004
    per prenotare una valutazione e un trattamento osteopatico gratuito.
    Insieme al collega Luca Morlupo daremo assistenza a tutti i bambini
    che si presenteranno previo appuntamento nello studio di
    Piazza Bramante 2 a Jesi. 
    case-history-bambini-3

  • mercoledì - Novembre, 04, 2015

    CLINICA OSTEOPATICA PEDIATRICA

    Carlo - - No Comments.

    CLINICA OSTEOPATICA  PEDIATRICA
    Valutazione e trattamento gratuiti.

    Con grande soddisfazione vi comunico che
    MERCOLEDI 18/11 dalle ore 14.30 alle 19.00 
    sarò presente insieme al collega Prof. Luca Morlupo 
    e ad altri osteopati presso il mio studio di Piazza Bramante 2 a Jesi 

    Patologie e disfunzioni trattate:

    – ASIMMETRIE POSTURALI: nel lattante possono essere di origine neurologica ma anche e sopratutto meccanica
    – PLAGIOCEFALIE, (traumi post gravidanza e parto) spesso associate a TORCICOLLO MIOGENO,  SCOLIOSI infantile
    – DISFUNZIONI del PIEDE (piede piatto, cavo, ect)
    – DIFFICOLTA’ della SUZIONE
    – BALBUZIE
    – DISTURBI del SONNO (Riequilibrio del ritmo sonno-veglia)
    – COLICHE e disturbi dell’apparato gastro-enterico (stipsi, rigurgiti neonatali, reflusso, nausea e vomito)
    – CEFALEA
    – PROBLEMI APPARATO RESPIRATORIO (asma, allergie, infezioni acute e croniche delle vie respiratorie)
    – OTITI medie acute e recidivanti,
    – RINITI, FARINGITI, ETMOIDITI, SINUSITI, DACRIOSTENOSI: dotto nasolacrimale ostruito o ristretto
    – VERTIGINI di origine cervicale
    – COLPO di FRUSTA post incidente stradale, lesione sportiva o trauma cranico
    – IPERATTIVITA’ DISTURBI COMPORTAMENTALI e DSA(Disgrafia, Disortografia, Discalculia)
    – ALGIE dell’App. muscolo-scheletrico

    Necessaria la prenotazione, telefonare al numero
    di tel 333 9600004 per consentire la migliore
    organizzazione possibile.

    www.carlopolidori.it

    case-history-bambini-3

  • Zenzeroect

    Acqua calda, limone, miele e zenzero !

    La preparazione è molto semplice.

    L’acqua va riscaldata per poter sciogliere il miele.

    Lo zenzero va grattugiato molto fine.

    Le dosi per una persona:

    • Un bicchiere di acqua calda
    • un pezzo di zenzero (due cm ca)
    • un cucchiaino di miele
    • mezzo limone spremuto

    PROVATELO !

     

     

  • giovedì - Agosto, 20, 2015

    Cos’è il trauma da parto?

    Carlo - - No Comments.

    Il cranio del neonato, non essendo ancora ossificato, in situazioni fisiologiche ha la capacità di modellarsi in risposta agli stress derivanti dalle torsioni e compressioni cui è sottoposto nel momento del parto. Il passaggio attraverso il canale del parto solitamente avviene in modo naturale in quanto il cranio neonatale è caratterizzato da un’estrema malleabilità delle ossa che lo compongono, che risultano unite tra loro per interposizione di tessuto connettivale e cartilagineo.

    Numerosi studi hanno messo in evidenza il fatto che il primo meccanismo lesionale a cui è soggetto il cranio non ancora ossificato del neonato sia proprio il parto. In alcuni casi, tuttavia, soprattutto in presenza di presentazioni di tipo distocico o di travagli che si protraggono a lungo, si può avere una modificazione della posizione reciproca delle ossa craniche del neonato, con conseguente alterazione delle strutture, sia nervose che vascolari, che prendono rapporto con esse. Questi casi spesso si associano a significativi modellamenti a livello della volta e della base cranica, con uno strain (stiramento) del tessuto connettivo che si estende a tutto il corpo del neonato.

    I modellamenti che persistono a lungo nel tempo possono essere il risultato di uno strain che interessa la base cranica o essersi sviluppati prima del parto. Possono risultare da un’anomala posizione in utero durante le ultime fasi di gravidanza o dalla presenza di uteri fibrosi o a causa di una prolungata durata di impegno della testa fetale prima del parto. In quest’ultimo caso lo strain dei tessuti può essere palpabile dall’osteopata sia a livello membranoso che osseo ed entrambi possono essere corretti.

    Uno dei principi dell’osteopatia è che la struttura governa la funzione e che la funzione, a sua volta, può governare la struttura. Con questo concetto osteopatico è possibile spiegare e comprendere come le alterazioni della struttura ossea siano in grado di dare alterazioni funzionali su strutture adiacenti come i nervi cranici. Diversi studi hanno infatti dimostrato la correlazione tra disfunzioni craniche e alterazioni nella funzionalità di determinati nervi cranici.

    L’osteopatia, pertanto, con la sua capacità di riequilibrare i rapporti tra le differenti ossa che costituiscono il cranio del neonato, è un utile supporto alla trattamento di diversi disturbi tipici dell’età infantile (plagio-cefalia, rigurgiti idiopatici frequenti, strabismi, forie (strabismo latente), coliche addominali, irritabilità, difficoltà nella suzione.